venerdì 20 luglio 2007

L'asilo nido Comunale


Finalmente l'amministrazione ha risposto alla mia interrogazione sulla situazione dell'asilo nido comunale. Di seguito riporto, in sintesi, la risposta del vicesindaco Bolognini:

La nostra prima iniziativa è datata 30.04.2002 con la domanda alla regione veneto di approvazione del progetto e di partecipare al finanziamento dell’opera chiamata:”Piccolo Principe”.
Questa prima iniziativa non ha trovato accoglienza in quanto non era allegato il progetto psico-pedagogico che ci eravamo impegnati a presentare in momento successivo.
La seconda iniziativa è datata 29.04.2003 ed è identica alla precedente.
La regione l’ha accolta e con DGR 674 del 12/03/04 assegnando un contributo di 105.236,71 in conto capitale su una spesa prevista di 506.000,00 circa.
Nello stesso periodo la ditta criosbanc ha partecipato al bando per l’assegnazione di contributi per nidi aziendali ottenendo un finanziamento di 106.778,71 a fronte di spesa prevista di 240.000,00.
A quel punto abbiamo deciso di sospendere il nostro progetto in quanto la ditta Criosbanc, prevedendo un asilo nido di 20 bambini, aveva offerto al comune 8 posti ( in quel momento valutavano da 10 a 12 la richiesta interna) che rispondevano alla necessità e quindi alla richiesta delle famiglie del nostro comune.
Circa un anno fa la ditta ci ha notificato verbalmente che rinunciavano alla realizzazione dell’asilo nido aziendale per cui il problema ritornava nelle nostre mani.
Ci sono stati tre solleciti da parte della regione veneto affinché il comune decidesse o meno di accettare il contributo assegnato. L’ultima proroga al 31.03.2008 la conclusione del progetto approvato. Stiamo predisponendo un ulteriore proroga per non perdere quel contributo.
Quando sarà pronto?
Se fosse possibile utilizzare le risorse finanziarie esistenti in cassa lo faremmo subito e la consegna sarebbe fra un anno. Ma non è così. Occorre contemperare la necessità dell’opera che, riteniamo prioritaria, alla facoltà di spesa concessaci dal patto di stabilità.
Per realizzarlo prima occorrerebbe che il nostro gruppo Nuove energie per Torreglia decidesse di uscire dal patto di stabilità. La conseguenza, voluta dal DPEF ultimo è l’aumento nel 2008 dell’addizionale IRPEF comunale. Ci stiamo pensando e stiamo anche studiando la ricerca di soluzioni alternative.
Non vorremmo vederci trattare dall minoranza come fautori di aumento di tasse locali,dopo aver risolto una necessità sociale che nello spirito dell’interrogazione ci pare condivisa.


Il ViceSindaco
Duilio Bolognini


A voi le prime considerazioni.
Alessandro

2 commenti:

Obiettivo Torreglia ha detto...

Caro ViceSindaco,
Mi sembra che ci sia un po' di confusione su qual asilo nido si vuole a Torreglia.
Si comincia nel 2002 e ci si dimentica il fulcro dell'asilo nido: il progetto psico-pedagogico...Ahime!
Ci si riprova l'anno seguente con un progetto che prevede un nido da 36 posti e si ottiene il contributo. 506.000-105.000 fanno 400.000 euro. Non si poteva allora fare subito il mutuo e realizzare l'opera così importante??!
No! arriva la Criosbanc che offre al comune 8 posti che testuali parole "rispondono alla necessità e quindi alla richiesta delle famiglie del nostro comune". Ma come?!? Se bastano 8 posti perchè predisponiamo un progetto da 36 posti?
Molliamo tutto e ci tuffiamo in una iniziativa a costo zero per il comune ma senza garanzie sulla qualità educativa,sul progetto psico-pedagogico e sulla durata del servizio. Come spesso capita il nido aziendale dura finche lo vuole il proprietario non finchè ce n'è la necessità.
La Criosbanc rinuncia per problemi propri e noi ritorniamo indietro al progetto iniziale dopo ever perso ben 2 anni. Nel frattempo il contributo regionale si avvicina alla scadenza. Non credo che la regione, dopo due proroghe di un anno ne conceda una terza! Così perderemo anche i 105.000 euro e il mutuo che il comune contrarrà non sarà di 400 ma di 500.000 euro!! Eh si!!! Proprio un bel pastrocchio!!
Alessandro Prendin

Obiettivo Torreglia ha detto...

Il nido è "una necessità sociale"... io direi che è un "bisogno" la cui soddisfazione aumenta la "qualità di vita" che il nostro comune può offrire.
E' un bisogno al quale questo Comune non può più sottrarsi, visto l'aumento della richiesta dovuto anche al proliferare di nuove costruzioni ad uso abitativo e quindi arrivo o formazione di nuove famiglie.
A mio avviso dietro il problema "nido" si cela una questione più complessa...:
nel 2007 non basta costruire case per dire di aver soddisfatto un bisogno . Si potrà dire di aver soddisfatto quel bisogno quando , oltre al mattone, si potranno offrire anche quei SERVIZI che renderanno ABITABILE quella casa e quel territorio nel quale è sita. Il post "Torreglia: chiuso per ferie" dà un'esatta idea di quello che pocanzi ho affermato...
Elena S.